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Rossella (Avellino), poeta e scrittrice, vive ad Avellino. Svolge l'attività professionale di avvocato. Dal 1995 ha collaborato, come giornalista-pubblicista e direttore responsabile, con vari periodici e quotidiani. Anche diplomanda in pianoforte, ha lavorato per il teatro come musicista di scena con alcune compagnie, tra cui “Hypokrites” del regista e attore Enzo Marangelo. Ha vinto diversi premi letterari, sia per la poesia che per la narrativa, tra cui il primo premio “Donna e Poesia” (1995). Ha frequentato corsi e stages con scrittori di fama nazionale, tra cui: Cantiere “Holden” con Daniele Del Giudice (1998); stages con Francesco Piccolo, Maria Attanasio, Marosia Castaldi ("La lineascritta", 1999-2009); corso con Ugo Riccarelli (2009). Suoi versi e racconti sono apparsi su riviste ("La Mosca di Milano", "Sinestesie") e antologie, tra cui: “Cose a parole” (Roma 2009), “Retroguardie” (Villasanta 2009), nonchè in blog, tra cui: "Erodiade, Poesia, riflessioni e dissidenza" di Erminia Passannanti (2008), "Daedalus: corsi, concorsi, testi e contesti di volo letterario" di Ivano Mugnaini (2008), “Vico Acitillo 124 Poetry Wave” di Emilio Piccolo e Antonio Spagnuolo (2008). Dal 2008 si occupa anche della consulenza legale ed editoriale per Samuele Editore con il quale cura il blog “Progetto per un libro”.

Recentemente nel corso di un'intervista rilasciata a Giovanni Moschella per la rivista "Il Ponte" ebbe a dire: "Il ruolo della poesia analiticamente si compone di compito, scopo e funzione. Il compito che la poesia dovrebbe avere nel nostro tessuto societario è quello di offrire al fruitore una realtà alternativa a quella reale che, sebbene ideale, sia comunque aderente al reale e sia potenzialmente realizzabile, viceversa il verso resterebbe mera astrazione e artificio retorico. Da tale considerazione discende lo scopo della poesia, che è quello di analizzare ed osservare lo spazio circostante (la terra, l'umanità, la vita, le relazioni e l'animo umano) con un'ispirazione lirica e ontologica al fine di condividere con gli altri il proprio sentire. La sua funzione, invece, è quella di svolgere un'analisi rielaborativa e di cercare un visione interpretativa delle proprie sensazioni, al fine di utilizzare la poesia come salvifica della vita"

Ha pubblicato: La Fata e il Poeta (2007, poesia), Canti metropolitani (2009) e ha curato il quaderno di liriche Rose in versi (2009, comprendente otto importanti poeti: Maurizio Cucchi, Vivian Lamarque, Paola Loreto, Elio Pecora, Umberto Piersanti, Silvio Ramat, Paolo Ruffilli, Maria Luisa Spaziani), Ipotesi di contrasto (2010, poesia).

Sulla sua produzione letteraria hanno scritto, tra gli altri: M. Antonucci «La semplicità è una meta alla quale pochi ambiscono ma questi versi suggeriscono ampi spazi nei quali ritrovarsi e sussurrano al lettore che cosa significa vivere fiorendo come un frutto nella terra.»; L. Benassi «Condivido l’analisi di Piazza quando parla di una rarefatta verticalità di questi versi impregnati di un lirismo accorato (il tu, forse dell’amato, al quale si rivolge la poetessa). Vi trovo un’inesausta e ben centrata ricerca di armonia (il quadro armonico di cui parla Piazza), un’intensità di suono che mira a far palpitare il cuore, a narrarci lo stupore, il gioco dell’imprevisto, l’inquietudine. Non manca in questa ricerca un io lirico forse troppo sovrastante (quale differenza in questo senso con la precedente poetessa presentata nel blog, Annamaria Ferramosca). Ci sono comunque degli esiti veramente fulminanti, che spero di ritrovare ancora: “Gli esodi di massa/, sbucciano la città”e sui quale inviterei la poetessa a lavorare.»; A. Canzian «Rossella esordisce con un verso libero e leggero, dal tono che palesa sicurezza e delicatezza, grazia e fermezza. L'amore pare essere il filo conduttore ma non precipuamente del libro (che tra l'altro evidentemente rinuncia a uno spessore intellettualistico del quale sarebbe molto probabilmente capace, date le molte e adeguate citazioni da Conrad, Nietzsche, Gibran, Eraclito, Goethe, e altri), bensì del modo di vivere e pensare della donna al di là del libro ... rendono tutto lo spessore dell'anima poetica di Rossella.»; D. Di Stasi [La Fata e il Poeta] «L’a. riesce a dare valore di immagine al dinamismo che stanzia nel cuore stesso della materia, mostrando il sentimento tangibile della tensione come ritmo, il divenire melodico del lessico, l’ostinata riproposizione della rima, in senso giocoso e didascalico...»; I. Mugnaini «Una poesia fresca ma tutt'altro che acerba, quella di L. Capace di conservare l'incanto delle piccole cose, i doni, le scoperte, le favole narrate agli altri e a se stessa, al proprio tempo e al tempo altro, quello che forse non c'è. Ma persiste la visione e la coscienza del "treno a scomparti", della vita che percorre la stagione fredda, quella che, inesorabile, lascia un "intaglio nel cuore", il mistero di una malinconia quasi dolce, tra ricordo e sogno, fantasia e cognizione del dolore. Una poesia, quella di Rossella, che possiede una sua fisionomia, un taglio, una dimensione, un ritmo. E' un fermento di scrittura che promette ulteriori, sapidi sorsi.»; L. Nanni [La Fata e il Poeta] «Dal titolo, già di per sé poetico, al contenuto: un’opera prima divisa in undici sezioni, la più estesa quella eponima: un insieme che nei vari temi conserva la sua unità formale. Lo stile è ravvisabile dai tratti semplici del verso, benché non manchi un linguaggio figurato o semi-figurato... piegando la funzione verbale a un intrinseco superamento del dato strettamente logico-grammaticale..., mentre il lirismo si affida a immagini consolidate.»; E. Passannanti «Io vedo un susseguirsi di immagini mentali rapprese nel loro o livore o lucentezza essendo questi dei frammenti di memoria visiva ed emotiva. il presente non c'è se non come ricordo e rivisitazione di questi attimi che interpreto come i frammenti di un film-sempre mentale. valido l'esercizio della selezione verbale, e della sintesi, in quanto tale è la funzione del linguaggio poetico. una funzione quasi chimica, che poco si interessa della mera comunicabilità, ma vuole ed esige l'effetto allucinogeno, in taluni casi, come di una droga.»; R. Piazza «Poesie icastiche e veloci, scattanti, di solito verticali...Il punto di partenza da cui parte il discorso della poeta, è il microcosmo geografico dove essa vive e cioè Avellino con la sua campagna...Da qui nasce il paesaggio interiore dell’autrice che si esprime attraverso versi sinuosi e rarefatti, inoltre L. usa talvolta la rima, ottenendo effetti sorprendenti. Attraverso il versificare il dolore, la ferita originaria della poesia si dissolve. C’è un universo domestico che è la costellazione di questo testo, un universo che dà fiducia, nella parola e nella vita intrinsecamente legate l’una all’altra e c’è da notare che attraverso la sua peculiare poetica viene raggiunta una vittoria sul nulla e sulla morte...Tra quotidianità e natura il passo è breve e, anzi, pare che i due termini si sovrappongano o si fondano quasi per una valenza vagamente magica che non manca in questa poesia.»; A. Ramberti «Colpisce in questi versi la naturalezza del dettato che rifugge le artificiosità e gli orpelli del poetichese e ci presenta brani di vita. Rossella ne intravede con sagacia le infinite potenzialità simboliche e metaforiche, anche nella apparente quotidianità dei fatti, delle cose, degli eventi sui cade il suo sguardo...»; P. Ruffilli [dalla prefazione a Canti metropolitani] «Al centro si pone la mitologia del quotidiano, còlta nel suo paesaggio privilegiato, quello urbano: con i suoi interni (case, negozi, bar) ed i suoi esterni (strade, piazze, quartieri), dove acquistano rilievo le estensioni di quella società dei consumi e dell’apparire che ci assedia e che tende a svuotarci di ogni personalità dentro l’inarrestabile implosione del fenomeno della globalizzazione che passa attraverso la televisione, i mass media, la rete. (…) L’atmosfera di questi versi è quella intensa di una realtà pronunciata tra riferimento oggettivo e interferenza del pensiero, con una nettezza che è la cifra stessa della poesia dell’autrice. In un linguaggio contenuto ma coinvolgente e graffiante, di una incisività direttamente proporzionale all’energia vitale che lo anima dal più profondo.»; A. Spagnuolo «Versi di una semplicità estrema e pur densi di quei contenuti che, dal quotidiano, avviano a figure e paesaggi dal sapore stranamente misurato, come autentico bisogno di accarezzare un fotogramma in sfioramento continuo o nella messa a fuoco di una tensione distillata. Possiamo nominare i riverberi mirabilmente strutturati nella introspezione, una sfaccettatura che scommette sull’irraggiungibile esplodere dei colori, per tramutare in lirica i propri nodi ed allentare le lacerazioni, le angosce della vita, la violenza diuturna, le banalità rapidamente ingurgitate, l’ardire delle annotazioni.».

rossellaluongo@tin.it

www.rossellaluongo.it

autore
Rossella Luongo
scheda dell'autore
Literary © 1997-2010 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza